OSTERIA MENOCCHIO interrogatus respundit “desiderava che fusso uno mondo novo”

Date imminenti:
Teatro Camploy
(clicca sul link per la mappa)
Sabato 29 Ottobre ore 21.15
Domenica 30 Ottobre ore 16.30

cartola

Dedica
Dedico la regia di questo spettacolo a tutti i liberi pensatori, a tutti i grandi uomini e donne, che nella storia hanno contribuito a cambiare il volto dell’umanità, ed hanno combattuto o, semplicemente, hanno fatto resistenza nei confronti del potere, da sempre, opprimente.

Note di regia
Aleggiano ancora nell’aria le parole, mai morte, di Domenico Scandella detto Menocchio..”..tutto est Dio, acqua, terra, aere et foco et tutte le bellezze de codesto mondo sia Dio….et anche nui semo Dei…” concetti non certo nuovi nella nostra epoca, dove movimenti religiosi come il Buddismo, Taoismo, Gnosticismo formulano più o meno gli stessi concetti e sono a portata di “click”, ma nel 1500, in Italia, ed elaborate da un modesto mugnaio di un piccolo paesino di montagna quale Montereale Valcellina? Come sia venuto a contatto con
tutte le teorie che Menocchio enunciava, non è chiaro; Guinzburg nel saggio “Il formaggio coi vermi e il cosmo di un mugnaio del 1500” non dà una spiegazione se non quella che leggendo alcuni libri, nella sua vita si sia creato delle proprie teorie religiose; Andrea del Col, scrittore e
storico friulano, grandissimo conoscitore delle vicende di Menocchio, sostiene invece che abbia avuto contatti con i Catari, i quali da secoli, ormai, divulgavano i loro dogmi solo oralmente.
Ma a noi, indipendentemente da dove siano scaturite le sue idee riguardanti la vita, il cristianesimo e la condizione umana, abbiamo amato immediatamente questo dolce e meraviglioso Don Chisciotte friulano che “…si pone ALLO FIANCO de Papi, Cardinali et Vescovi….et anco de Iddio…” , per la sua enorme spinta vitale e per il suo enorme coraggio.
Abbiamo messo in scena il primo ed il secondo processo a Menocchio in un osteria, un osteria il cui nome è dedicato, da Donna Berenice (l’ostessa), a Menocchio; “…l’osteria è al centro, è antagonista l’osteria, il confessionale del diavolo viene chiamata, da coloro che preferiscono
combattere i demoni altrui piuttosto che i propri, l’osteria è l’altare delle omelie negate….” e qui si alterneranno gag comiche, situazioni grottesche e a tratti paradossali, con le due cameriere (Una e Dua) che, come due gemelline siamesi, dirigeranno gli “stolidi” avventori dell’osteria in
situazioni che passeranno dall’ironico al drammatico passando per momenti grotteschi e ben congeniati.
Tutta la “pieces” è musicata dal vivo dal nostro caro amico, con il quale da ormai tre anni è nato un sodalizio meraviglioso, Fabio Vidali che, da buon jazzista professionista, improvviserà sulle varie situazioni drammaturgiche che verranno man a mano creandosi, portando lo spettatore a vivere ancor più intensamente la rappresentazione.
Infine ci teniamo a precisare una cosa molto importante: l’80% della sceneggiatura di Andrea Bendazzoli (attore che, oltre a scrivere la commedia, interpreterà Menocchio) è stata estrapolata, senza cambiare una virgola, dai 2 processi subiti da Menocchio che sono racchiusi in un fantastico libro di Andrea Del Col che si intitola “Domenico Scandella detto Menocchio, i processi dell’inquisizione 1583 – 1599” il quale ha attinto agli atti originali dei due processi, custoditi nel Vicariato di Udine.
Andrea Pellizzari